Olivetti Audit 5

 

Scheda del prodotto


Costruttore: Olivetti
Categoria: Macchina elettronica contabile
Luogo d'origine: Ivrea, Italia
Anno produzione: 1974
Dati tecnici: CPU a microprocessore specifico a MOS Micro 8; Sistema operativo BAL; Ram 1984 bytes; memorizzazione dati su schede magnetiche da 256 Bytes


Descrizione

Integrazione tra una macchina da scrivere elettrica, una calcolatrice ed un computer. Fu lanciata nel 1976 insieme all'A7 che si presentava come una postazione fissa integrata nella scrivania. L'A5, invece, ha la struttura di un calcolatore tradizionale da tavolo e raggiunge il ragguardevole peso di 60 Kg. La versione che conserviamo ha la scocca di colore marrone e appartiene alla prima serie di produzione. Successivamente ne fu lanciata una nuova versione, con componenti hardware migliori e la scocca di colore bianco, caratteristica che gli fece guadagnare il soprannome di "fantasma dell'A5". Olivetti aveva a catalogo numerosi programmi che coprivano le più diffuse esigenze contabili ed amministrative, ed era disponibile a personalizzarli sulle singole necessità, infatti questo calcolatore fu utilizzato prevalentemente per l'automazione dei processi di fatturazione e rendicontazione. La testina di stampa ha un meccanismo simile a una pallina da golf, e stampa alla velocità astronomica di 16 caratteri per secondo. Il display, se così si può definire, era formato da 15 luci: rosse e gialle per segnalare stati di errore, le restanti 8 erano a doppia lampadina, ognuna associata ad un bit di un registro, e potevano essere accese o spente dal programma. Servivano, scrivendo alcuni istruzioni di base su un foglietto traslucido inserito sotto la copertura in plastica (stile citofono) per fornire istruzioni operative a chi doveva usare i programmi.


Particolarità

Questa macchina disponeva di un lettore-scrittore di schede magnetiche, progettato da Pier Giorgio Perotto, col quale era possibile memorizzare il programma ed i dati: ogni scheda consentiva di memorizzare un massimo di 256 byte. Erano presenti due linguaggi di programmazione. Il primo è il BAL (Businnes Assembly Language), una specie di macroassembler, in cui si mischiavano istruzioni a basso livello, con l'uso dei registri diretti e indirizzati, con macroistruzioni di controllo, principalmente della stampante e dell'input: era un linguaggio creato specificatamente per l'uso contabile a cui era destinata la macchina, la presenza di istruzioni di input controllato e di stampa con editing (punti, virgole, segno) nonché delle istruzioni di posizionamento del carrello di stampa erano una bella semplificazione per il programmatore. Il secondo è il LIMO (Linguaggio Interattivo Macchina Olivetti), un linguaggio di alto livello stile Basic. La A5 era molto diffusa nelle scuole, soprattutto per il calcolo delle buste paga.


Restauro

Dopo aver lavorato nella segreteria della nostra scuola per diversi anni, questa macchina fu chiusa in magazzino e sommersa da mille altri oggetti obsoleti. Esteticamente non ha subito molti danni, ma l'elettronica è degenerata (probabilmente un problema ai condensatori) e stranamente manca la testina di stampa, forse conservata come ricordo da coloro che la usarono per ultimi.

 
 
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