Uso delle mani e delle dita



 

Scheda del prodotto


Costruttore:
Categoria: strumento di conteggio
Luogo d'origine:
Anno produzione: 3000 a.C.
Catalogato nel: 2021 (donato da Mario Bettocchi)


Descrizione

Le mani rappresentano il primo attrezzo di calcolo utilizzato dall’uomo, uno strumento sempre a disposizione! Usando le dita si possono realizzare molte figure per rappresentare numeri; in particolare Paolo Dagomari, nel medioevo, chiamava le cifre “figure”, così com'è ancor oggi nella lingua inglese. Quasi tutte le civiltà del passato per contare hanno usato due mani, una mano, dieci dita e, a volte, le tre falangi di ogni dito. Civiltà lontane, e anche non in contatto tra loro, dai cinesi ai nativi d’America, hanno utilizzato sistemi di numerazione concettualmente uguali a quello romano, con dei simboli corrispondenti ai segni: I, V, X, cioè un dito, una mano, due mani. Nella rappresentazione unaria ogni dito alzato corrisponde, a prescindere dalla sua posizione, ad un oggetto. Se si attribuisce invece alla posizione occupata dalle dita alzate un valore diverso, si può ottenere una rappresentazione a base binaria dei numeri. Quest’ultimo modo di intendere il valore di ciascun dito, 1 quando è alzato e 0 quando è abbassato, corrisponde alla moderna concezione di binary digit (bit). Le dita delle mani sono alla base anche delle nostre parole “digitale” e “dieci”. Infine, grazie al fatto che con il pollice della mano si possono indicare le tre falangi di ciascuna delle altre quattro dita (3 x 4 = 12), alcune civiltà hanno utilizzato questa ulteriore possibilità per sistemi di numerazione in base 12. In tutto il Mediterraneo nell’antichità si sono escogitati sistemi per rappresentare con le mani numeri anche più grandi, addirittura per effettuare moltiplicazioni.

 
 

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