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Scheda del prodotto


Costruttore: Apple
Categoria: Personal computer portatile
Luogo d'origine: U.S.A.
Anno produzione: 1989
Catalogato nel: 2021 (per gentile concessione di Renzo Gemignani)
Dati tecnici: cpu 68HC000 a 16 MHz, 1 MB SRAM, fd 1,44 MB, hd 40MB SCSI


Descrizione

Si dice che il Macintosh del 1984 doveva essere, agli albori del progetto, un computer portatile. Poi Steve Jobs ne cambiò i connotati ma, visti i successi del Macintosh, l’idea di un Mac portatile fu ripresa dopo non molto tempo. Obiettivo era realizzare un computer senza risparmiare sulla qualità, nello stile Apple. In effetti il Portable doveva avere un eccezionale display a matrice attiva da 9.8 pollici, un’autonomia di 10 ore a batteria, eccellenti prestazioni ed un trackball integrato. Ma per ottenere questo risultato prestigioso furono necessari diversi anni di sviluppo e slittamenti delle date di annuncio del prodotto, per risolvere dei problemi tecnici. Il Portable aveva una serie di accorgimenti, tutti costosi, per aumentare l’autonomia: cpu, RAM e hard disk SCSI a basso consumo, oltre al floppy da 1,44 MB e all’ottimo display LCD in bianco e nero. Finalmente a settembre 1989, con una grandiosa cerimonia, fu svelato il nuovo nato, ma l’accoglienza della critica non fu lusinghiera. Certo non mancava la stoffa, ma risultava troppo grande, troppo pesante e troppo costoso. Probabilmente sarebbe stato adeguato uno-due anni prima, ma ormai la concorrenza vantava prodotti più piccoli e più leggeri, fattori troppo importanti per un computer portatile. Se a questo aggiungiamo che lo schermo della prima versione non era retroilluminato e che, in mancanza di batteria, il computer non poteva essere alimentato direttamente dalla rete elettrica, si capiscono i motivi dell’insuccesso del Portable, che non raggiunse neanche lontanamente le previsioni di vendita dell’Apple. Fu ritirato dal mercato, dopo alcune modifiche e diminuzioni del prezzo di vendita, nel 1991; Apple nel frattempo aveva passato lo sviluppo dei portatili, considerato strategico per l’azienda, alla Sony, con l’obiettivo di miniaturizzare il prodotto. Dal suo lavoro nacque la fortunata serie Powerbook.

 
 

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