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Scheda del prodotto


Costruttore: Olivetti
Categoria: Macchina contabile
Luogo d'origine: Ivrea, Italia
Anno produzione: 1967
Catalogato nel: 2022 (donato da Andrea Ghilardi)


Descrizione

Dopo l’ottimo successo ottenuto da Olivetti con la P101 (1965), primo vero computer personale da tavolo, fu deciso di ampliarne il suo utilizzo all’ambito contabile ed amministrativo, per gli uffici e le piccole imprese. La P101 stampava infatti esclusivamente numeri, più adatta quindi ad usi scientifici che non commerciali. Questa P203 del 1967 è l'integrazione di due distinti prodotti: un elaboratore derivato dalla P101 ed una macchina per scrivere elettrica Tekne 3, utilizzabili sia in maniera congiunta sia separatamente (rimaneva sulla destra la piccola unità stampante, come sulla P101). Nella seconda serie la Tekne 3 viene sostituita dalla più veloce Editor 4, come nell'esemplare in nostro possesso. Olivetti aveva una lunga tradizione di macchine contabili, fin dal 1933; la P203 è la prima ad avere la sezione di calcolo interamente elettronica (attenzione: senza i moderni circuiti integrati!), ma non è confrontabile con le altre contabili di produzione Olivetti: le manca fondamentalmente la gestione di più moduli di stampa, indispensabile per lavori amministrativi intensivi. Tanto per intendersi, la Auditronic 770, la prima macchina contabile interamente elettronica del 1969, nasce da un progetto separato, ha maggiori capacità di memoria, ingombri e costi più elevati: un target di clientela decisamente diverso. Era prevista comunque la possibilità di interfacciare la P203 con dispositivi di input/output esterni, per esempio perforatori di nastro cartaceo per trasferire su elaboratori centrali i dati calcolati. Similarmente alla P101, la memorizzazione dei programmi avviene nella P203 su schede magnetiche (capienti fino a 2 programmi di 160 istruzioni, contro le 120 della P101), per cui è rapidissimo passare da un programma ad un altro. La RAM, sempre di tipo magnetostrittivo, aumenta a 320 byte con 10 registri da 30 cifre ciascuno, mentre il linguaggio di programmazione viene arricchito con diversi miglioramenti (arrotondamento, percentuali) ed alcune estensioni per permettere la stampa di numeri sulla macchina da scrivere, effettuata tramite magneti sotto la tastiera. La macchina venne prodotta in circa 40.000 esemplari ed ebbe molto successo soprattutto in Germania, a causa dell'introduzione della locale IVA e la conseguente ricerca di apparecchi per risolvere gli aumentati problemi amministrativi. Il suo pluripremiato design è opera di Mario Bellini e riassumibile in “una membrana in tensione avvolta sugli oggetti che vi sono racchiusi”.

 
 

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