Olivetti M20 ST

 

Scheda del prodotto


Costruttore: Olivetti
Categoria: Personal computer
Luogo d'origine: Ivrea, Italia
Anno produzione: 1982
Dati tecnici: CPU Zilog Z8001 a 4 MHz (16 bit); Ram 128 Kb espandibile fino a 512 Kb; Sistema operativo Olivetti PCOS, CP/M


Descrizione

L'M20 è la macchina con cui Olivetti fece il suo ingresso nel mondo dei personal computer. Nella sua configurazione base comprendeva lo schermo da 12 e due lettori di floppy disk da 5,25" da 360 KB; la memoria RAM è di 128 KB espandibile fino a 512 KB. La macchina, ottimamente ingegnerizzata, è composta da un unico grande case in plastica sul quale veniva appoggiato il monitor separato. Il case era internamente rivestito da uno strato di metallizzazione per la protezione dai disturbi elettromagnetici. Internamente la macchina è composta da una grande scheda madre, dall'alimentatore e dalle unità floppy. Nell'amplia scheda madre sono inclusi la scheda video, il controller floppy, una interfaccia seriale RS232 ed un parallela compatibile Centronics. La scheda grafica integrata offriva una modalità grafica bitmap con risoluzione massima di 512x256. Le modalità testo disponibili erano da 1024 caratteri (64x16) oppure 2000 caratteri (80x25). Il monitor monocromatico da 12", con filtro antiriflesso, era disegnato per essere posto sopra alla macchina ed era dotato, rarità per l'epoca, di una base basculante e girevole. La macchina era disponibile anche con monitor a colori ma questo richiedeva l'installazione di una o due apposite schede di memoria (da 32 o 128 kB), in quanto il video era mappato sulla ram di sistema. Dipendentemente dalle schede installate si potevano visualizzare 4 o 8 colori. Meno riuscita era l'ergonomia della tastiera, integrata nel case della macchina mentre nel mercato si stavano affermando le più comode tastiere separate. La tastiera dell'M20 risulta inoltre molto alta, anche perchè sotto la tastiera trova posto una parte della scheda madre.


Particolarità

Nel 1984, resosi evidente la difficoltà di sostenere un prodotto non compatibile con MS-DOS, Olivetti introduce una scheda di emulazione, la APB 1086 (Alternate Processor Board), equipaggiata di un Intel 8086 a 8MHz, che permette di utilizzare l'M20 con l'MS-DOS e il C/PM-86. La scheda fu progettata dalla Tecmar. Ma anche questa opportunità non risollevò le vendite di una macchina che il mercato, indirizzato verso la standardizzazione su MS-DOS, aveva già condannato. Infatti, malgrado le ottime potenzialità, questo personal non ebbe il successo che avrebbe meritato: l'anno prima IBM aveva introdotto il suo pc, ed il fatto che M20 non fosse compatibile ne limitò fortemente la diffusione. Il bel design fu curato da Ettore Sottsass, Antonio Macchi Cassia e George Sowden. L'M20 era costruito interamente in Italia, nelle linee di Scarmagno (dove si costruiva anche il P6066). Anche la componentistica utilizzata era prevalentemente italiana, Olivetti costruiva infatti floppy drive, hard disk e stampanti. Su alcune macchine anche la CPU era italiana, era infatti prodotta dalla SGS-ATES su licenza Zilog (erano utilizzate anche CPU della AMD e le originali Zilog). La macchina base (con 1 floppy e monitor monocromatico) costava 4.700.000+IVA, la versione con 2 floppy disk e stampante raggiungeva i 6.850.000+IVA (dati del Maggio 1982). Il prezzo era quindi decisamente interessante per un computer a 16 bit.

 
 
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